LA STORIA
Le famiglie Cazzola e Mantovanelli e la coltivazione del tabacco
Le vicende legate a questa ditta affondano le radici nelle origini delle rispettive famiglie. Francesca (1954) era infatti parte della famiglia Cazzola, proveniente da Bolzano vicentino e presente nel territorio veronese (giunta ad Oppeano si spostò in seguito a Trevenzuolo da dove una parte di essa si stabilì infine a Salizzole) sin dagli anni Trenta, svolge da sempre attività agricole. La famiglia di Giovanni Mantovanelli (1953) è invece nativa di Salizzole e viveva e lavorava nella corte sita in località Albaro. Dopo un periodo trascorso ad Isola della Scala, dove gestì alcuni campi in affitto, prima del 1942 si spostò in località Campagnol a Salizzole. Ma la prima metà degli anni Quaranta, fu un periodo piuttosto turbolento e tragico per la famiglia Mantovanelli e non solo.
Flavio e Gedeone Corrà, partigiani “bianchi”
Storia particolare, che esula dal tema della ditta ma che vale la pena ricordare brevemente per il forte valore storico, è quella di Flavio e Gedeone Corrà, zii materni di Giovanni Mantovanelli. Costoro, durante la Seconda guerra mondiale, furono deportati nel lager tedesco di Flossenburg, dove morirono di stenti e malattia nel 1945. I due fratelli divennero parte dell’Azione Cattolica, l’unica associazione che sul territorio nazionale non subì il processo di fascistizzazione tra gli anni Venti e Trenta. Durante il conflitto, presero parte alla resistenza divenendo partigiani “bianchi”, militando cioè nei gruppi che si costituirono all’indomani dell’annuncio dell’avvenuto armistizio di Cassibile (8 settembre 1943). Furono arrestati nel novembre 1944, nel contesto di un’operazione portata a termine dalle SS per mettere fine alle attività partigiane. Ad oggi è in corso una causa di beatificazione ad essi dedicata.
Il secondo dopoguerra
Più tardi, nel 1957, comprarono una casa con quattro o cinque campi su cui coltivavano diverse tipologie di prodotti come cetrioli, peperoni, radicchio e fragole. Oltre ciò svolgevano attività di allevamento di vacche da latte. Di questa vicenda è interessante un particolare. La famiglia che si serviva di un musso (ossia un mulo da soma) come principale mezzo di trasporto, riuscì ad acquistare solo nel 1961 acquistò un motor, ossia un trattore Ford. Fu un piccolo episodio che però riflette un più ampio processo di trasformazione economica e sociale: la meccanizzazione dell’agricoltura, che permise un aumento della produttività delle aziende. D’altronde oggi la ditta investe una ventina di persone nel trattamento del tabacco su circa 600 campi, quando negli anni Sessanta erano sempre una ventina le donne impiegate. Entrambe le famiglie – e le relative ditte – si occupavano della coltivazione del tabacco, attività svolta in larga parte dalle donne, che rappresenta una prima forma di emancipazione economica.

Archivio Giorgio Sandrini

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Le origini di una nuova storia
La “Società Agricola Mantovanelli Giovanni e Cazzola Francesca” nacque dunque dall’incontro tra la passione per l’agricoltura e la necessità di ampliare l’attività familiare. Sposati da sei anni, Francesca Cazzola e Giovanni Mantovanelli decisero di intraprendere insieme un nuovo percorso, fondando l’azienda nel 1983. Spinti dal desiderio di far crescere la loro impresa e dalla necessità di sostenere le esigenze della famiglia di Giovanni, che si stava espandendo, trasformarono il loro impegno quotidiano in un progetto condiviso e duraturo. L’attività si occupava in principio della coltivazione di ortaggi e dell’allevamento di bovini da carne. Dopo qualche anno – nonostante il trauma dovuto al furto di settanta bovini – essa cominciò a specializzarsi nel campo della tabacchicoltura a partire dal 1986, diversificando la produzione. Attività ben conosciuta da Francesca e dalla sua famiglia. All’inizio la varietà coltivata era il Kentucky, utilizzato per la produzione del sigaro toscano, cui seguì la decisione di optare per il Virginia Bright a partire dal 1990 sui quindici ettari di terreno di proprietà, utilizzato invece per la fabbricazione delle sigarette. A tal proposito, poiché il Kentucky prevede l’utilizzo dell’essiccazione artificiale, la ditta utilizzava un essiccatoio affittato dall’impresa della famiglia Cazzola. Attualmente la ditta è guidata dai figli. L’attività legata al tabacco viene assicurata oggi da accordi con Philip Morris.

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