LA STORIA

Dalle origini al mestiere artigiano
La storia della famiglia Morelato è piuttosto antica. Le prime tracce risalgono infatti al XVII secolo. Alcuni documenti la citano come commerciante di legname nella “Republica Venexiana”, a testimonianza di un legame antico con questa materia prima. In seguito, l’attività si orientò verso la carpenteria edile, con la realizzazione di solai per diverse ville del territorio. La tradizione familiare nell’ebanisteria prende forma dagli anni Trenta, quando Aldo Morelato incomincia il mestiere di artigiano in qualità di apprendista. Dal 1939 al 1942 egli fu capo squadra presso la ditta Merlin ad Asparetto, esperienza interrotta dalla partenza per il fronte durante la Seconda guerra mondiale. Rientrato nel 1945, riprese il mestiere nella bottega costruita dal padre, muratore, e diede vita a una produzione completa: dai mobili al grezzo alle decorazioni più raffinate. La bottega, conosciuta con il nome di “casa rossa”, edificio dall’omonimo colore, divenne il cuore della produzione artigiana. Negli anni successivi, le collaborazioni con antiquari milanesi ne arricchiscono lo stile e consolidano la reputazione, ponendo le basi di una tradizione artigiana destinata a durare.
Tra crescita e proposte
Negli anni Sessanta, in pieno boom economico, la bottega di Aldo Morelato era un laboratorio vivace e operoso, dove una trentina di giovani apprendisti imparavano l’arte del legno. In quegli anni la famiglia Morelato rappresentava una delle realtà artigianali più solide e riconosciute del territorio. Proprio dalla volontà di Aldo di trasmettere la passione per il mestiere e offrire ai giovani una formazione completa nacque, nel 1966, la Scuola di Ebanisteria di Salizzole, fondata insieme a Don Angelo Righetti, già promotore della scuola per magliaie. Gli apprendisti della bottega erano tenuti a frequentare le lezioni di disegno, intaglio, laccatura, doratura e restauro anche nei fine settimana, in un percorso che univa rigore tecnico e sensibilità artistica. La scuola rappresentava così un ponte tra generazioni, un luogo dove la competenza si intrecciava con i valori della dedizione e della bellezza.
Morellato e le fiere
La crescita impetuosa degli anni Cinquanta e Sessanta spinse l’azienda a partecipare a numerose fiere europee: a Colonia, una delle più importanti fiere internazionali del mobile e del design; ad Arona, che negli anni ’50-’70 ospitava esposizioni legate ad artigianato, falegnameria, arredo e design; e infine a Verona, dove si svolge la fiera Marmomac, dedicata al marmo e alle tecnologie per la pietra naturale, dove partecipavano architetti come Carlo Amadori.
L’espansione e l’arrivo della seconda generazione
Gli anni Settanta furono un periodo di forte crescita economica. Il costante aumento della produzione comportò una fortissima espansione commerciale, vendendo mobili sino in Sicilia e Sardegna. La bottega divenne dunque un punto di riferimento economico e sociale a Salizzole e nei paesi limitrofi. Tale sviluppo comportò la progressiva assunzione di personale, dinamica che chiarisce un punto fondamentale della grande trasformazione identitaria che stava vivendo il territorio. I nuovi collaboratori provenivano spesso dal settore agricolo, particolare che evidenzia il fortissimo impatto che questa realtà ebbe nel solco tracciato dai profondi mutamenti economici allora in corso. La bottega rappresentava dunque il luogo in cui esperire nuove prospettive di vita e opportunità. Nel decennio successivo, l’ingresso dei figli nella società determinò una svolta significativa per l’impresa. Costoro vollero infatti introdurre il lavoro di progettazione dei mobili, lasciando ad altri collaboratori il settore legato all’esportazione estera. Fu in questo periodo di forti mutamenti che l’azienda cominciò ad aderire, sin dalla sua nascita nel 1986 alla fiera veronese “Abitare il tempo”, evento importantissimo nel settore dell’arredamento e del design.

Archivio Giorgio Sandrini
Aspetti tecnici
I decenni successivi sarebbero stati dedicati a importanti innovazioni come il restauro di palazzo Taidelli a Sanguinetto (1993), villa ottocentesca in stile neoclassico, spazio polifunzionale in senso artistico e culturale, ma anche sede dell’ufficio tecnico e di ricerca. Questa scelta richiama il progressivo incremento del rapporto con architetti e designer specializzati in grado di fornire i canoni di un prodotto qualitativamente valido e qualitativamente rispondente alle esigenze di mercato. Più recentemente, nel 2005, grazie a collaborazioni con architetti di fama internazionale, l’azienda ha consolidato la sua presenza sui mercati dell’Est Europa, ottenendo importanti risultati commerciali. Tra i progetti di rilievo, nel 2013, la ditta ha realizzato l’Arena di Ghiaccio per le Olimpiadi di Sochi 2014, curando in particolare l’area VIP. Proprio a partire da quell’anno, il mercato russo, fondamentale per anni, ha iniziato a declinare dal 2014, fino a un forte calo dal 2021. Nel corso del tempo, la produzione si è progressivamente specializzata, negli stili Luigi XV e XVI, Direttorio, Biedermeier, Luigi Filippo, Campagnolo, Ottocento, Ottocento veronese, Novecento e Contract: un percorso che attraversa oltre due secoli di storia del mobile, dal XVIII al XX. Il legno massello, scelto per la sua solidità e bellezza, rappresenta la base di ogni realizzazione, garantendo qualità, durata e raffinatezza estetica. L’intero ciclo produttivo — dalla selezione della materia prima alla rifinitura del prodotto finito — si svolge quasi interamente all’interno dell’azienda, a eccezione della ferramenta, fornita da ditte specializzate.

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