Caffini Spraying Equipment

Settore metalmeccanico,

 Palù

Dalla terra all’officina

Le vicende di questa azienda cominciano nel 1924, quando Gian Battista Caffini affiancò all’attività agricola di famiglia i primi servizi di carpenteria. La famiglia, all’epoca, era proprietaria di alcuni appezzamenti di terreno situati nel comune di Palù e destinati all’orticoltura; la nascita dell’impresa va, dunque, inserita in un contesto familiare di lavoratori agricoli, segnato tuttavia dalle vicende della Prima Guerra Mondiale. In questo quadro, la storia dei Caffini si inserisce nella più ampia transizione rurale vissuta nella regione: il loro passaggio dalla terra all’officina rispecchia, infatti, come l’intera identità veneta si sia rinnovata nell’incontro tra tradizione contadina e saper fare artigiano. Ultimo di cinque fratelli (due fratelli morirono in guerra e due risultarono dispersi e furono in seguito ritrovati), Gian Battista fu chiamato alle armi a diciassette anni. Scampato al fronte grazie all’imminente fine del conflitto, venne inviato a Pinarolo (Torino) per frequentare la scuola di mascalcia. In questo contesto apprese l’arte della lavorazione del ferro — dalla forgia dei ferri da cavallo fino alla realizzazione di spine e viti — che al suo rientro applicò con intuizione al lavoro nei campi, avviando la costruzione e riparazione degli attrezzi agricoli.

Gamma di atomizzatori prodotti dall’azienda Caffini: Turbofly, Master 1000I e Mistral.

Il boom della meccanizzazione

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il diffuso processo di meccanizzazione agricola andò di pari passo con la profonda trasformazione economica che attraversava l’intero Paese. Fu in questo scenario che subentrò alla guida dell’impresa il figlio di Gian Battista Paolo, segnando il necessario passaggio da bottega di fabbro a vendita e riparazione di trattori, macchine agricole e moto. Il Figlio Paolo diede una nuova traiettoria all’azienda, affiancando alla commercializzazione dei macchinari la loro costruzione e l’assistenza post-vendita. Una scelta strategica che permise di rispondere con tempestività alle esigenze del territorio: dalla commercializzazione  di atomizzatori per i meleti e pereti della zona di Palù fino ai polverizzatori per il campo aperto e ai macchinari per la concimazione dei seminativi. La costruzione di un secondo capannone, ancora oggi esistente, fu il passo tangibile di questo mutamento identitario ed economico, radicato nella storia produttiva veronese.

Paolo Caffini nella piazza comune a Palù con atomizzatori Caffini
Dettaglio di Paolo Caffini con un atomizzatore Caffini

La svolta internazionale

Negli anni Ottanta, l’ingresso della terza generazione guidata dai fratelli, Roberto (Area commerciale), Gerardo (Ricerca e Sviluppo) e in seguito Valeria (Amministrazione), decidono di passare alla produzione di atomizzatori e polverizzatori per la protezione delle colture. All’inizio l’attività fu rivolta al mercato locale, ma in poco tempo si espanse al mercato italiano ed estero. La svolta maturò a metà del decennio con lo sbarco sul mercato francese, al tempo più evoluto rispetto a quello italiano: anticipando i concorrenti locali ancora orientati alla dimensione domestica, Caffini conquistò una posizione di rilievo. L’affermazione in Francia divenne così il volano per una presenza globale continuativa in 42 Paesi europei ed extraeuropei, come Cile, India e Nuova Zelanda. L’ingresso in mercati così variegati ha richiesto l’adattamento tecnologico dei macchinari per operare su colture inedite, quali il mango e l’avocado, mentre la costante crescita portò l’azienda, nel 1993, a trasformarsi in S.p.A., pur mantenendo salda la conduzione familiare.

Ingresso dell’azienda e veduta aerea degli stabilimenti Caffini

Uno sguardo all’interno dell’azienda: linea di semoventi per il montaggio di mezzi Caffini e polverizzatori per il trattamento delle colture

Guardando al futuro 

Il percorso di Caffini dimostra come la capacità di evolversi non richieda di recidere i legami con la propria terra. La decisione di non delocalizzare e rimanere a Palù — dove l’azienda si è ulteriormente estesa con il terzo capannone e gli edifici adiacenti — rappresenta una precisa scelta etica e strategica. Una vera scelta di cuore per dare opportunità di crescita al territorio, lavorando anche in outsourcing con fornitori pluridecennali e certificati della zona. Il presidio diretto dell’intera filiera (dalla progettazione alla carpenteria e agli stampi) e il supporto di una rete di fornitori storici locali certificati garantiscono autonomia e flessibilità per nuove partnership industriali, mentre la digitalizzazione guida i servizi al cliente, come dimostra il brevetto per l’assistenza da remoto registrato già nel 2000. L’approdo sui mercati esteri e la sfida delle nuove colture incarnano la mission d’impresa: promuovere la ricerca agronomica per la difesa fitosanitaria, ottimizzando le prestazioni, riducendo i costi d’esercizio e abbattendo l’impatto ambientale. L’azienda possiede oggi un ricco portafoglio di brevetti e vanta solide collaborazioni accademiche continuative: con l’Università di Padova (sezione di Meccanica Agraria); con gli atenei di Torino, Udine e Bolzano per il settore agrario e con l’Università di Milano per la ricerca agronomica e ingegneristica. È in questa sinergia con i più prestigiosi centri di ricerca che Caffini trova la forza per guidare l’innovazione dell’agricoltura di domani, forte del proprio passato.

Famiglia Caffini. 
In primo piano da sinistra i titolari e la terza generazione: Valeria, Roberto e Gerardo; in secondo piano, sempre da sinistra, la quarta generazione: Alberto, Amedeo e Jacopo.
Un momento d’aula presso l’Academy interna all’azienda
 Zephiro, atomizzatore 100% elettrico, in azione

Testimonianza

di Gerardo Caffini, uno dei tre soci titolari e la nuova generazione composta da Amedeo, Jacopo e Alberto Caffini.

Progetto realizzato dall’Associazione Humanitas Act e inserito nell’Ecomuseo Aquae Planae nell’ambito del progetto “Mostra sul Paesaggio Agroindustriale” realizzata con finanziamento “Iniziative di promozione e valorizzazione dell’identità veneta” DGR n. 814 del 15/07/2025