Terrazzo è un piccolo comune agricolo della bassa Pianura Veronese, situato sulla sinistra del fiume Adige, al confine con la provincia di Padova. Il territorio conserva tracce di frequentazione in età romana, documentate dal rinvenimento di materiale edilizio e da un’iscrizione dedicata a Caio Papirio, scoperta nei pressi di Begosso e oggi conservata al Museo Civico di Verona. Altri reperti, seppur limitati, provengono dalla località Vallazza, confermando l’esistenza di un insediamento sparso, mai evolutosi in un centro urbano di rilievo.
Le prime notizie storicamente certe su Terrazzo e sulle sue frazioni, Begosso e Nichesola, risalgono all’XI secolo e sono confermate dalla bolla di papa Eugenio III del 1145, che menziona le chiese parrocchiali locali. A questo periodo risalgono anche il campanile romanico e il fonte battesimale dell’XI secolo, segni di una precoce organizzazione religiosa del territorio.
Tra XII e XIII secolo Terrazzo si dotò di opere difensive e di una fortificazione, assumendo un ruolo strategico nell’area. Nel 1234 il paese subì un primo assalto da parte di Ezzelino da Romano, che voleva conquistare Legnago e Porto, respinto grazie all’intervento di Gracco da Verona; un secondo tentativo di distruzione, guidato dal podestà Ruberto de’ Pii, ebbe lo stesso esito. Un altro momento decisivo fu il 1405, quando Terrazzo entrò a far parte della Repubblica di Venezia, diventando un centro importante per l’approvvigionamento di legname destinato alla flotta veneziana. Per questo motivo il bosco di Porto fu oggetto di specifici decreti di tutela contro il disboscamento e il brigantaggio.
Il periodo più difficile della storia locale coincise con le guerre della Lega di Cambrai, nei primi anni del XVI secolo, che portarono a devastazioni, spopolamento e quasi alla scomparsa del bosco. Terminato il conflitto, il territorio fu progressivamente ripopolato grazie all’insediamento di importanti famiglie patrizie venete, tra cui i Brizzi, i Nani Mocenigo, i Ferri, i Nogarola e i Degan, che rilanciarono l’economia agricola.
Il patrimonio storico-artistico comprende la chiesa parrocchiale di San Paolo, ricostruita nelle forme attuali nel 1613 su un edificio dell’XI secolo, con altari seicenteschi e settecenteschi e dipinti del Novecento. La parrocchiale di Begosso, dedicata a San Lorenzo Martire, e quella di Nichesola, intitolata a San Pietro Celestino e costruita nel 1330, conservano affreschi di pregio. Nel territorio comunale sopravvivono inoltre due torri merlate trecentesche, testimonianza dell’antico sistema difensivo.