Salizzole, la cui origine del nome deriva da salix, salice, è un antico centro della Pianura Veronese, le cui origini documentate risalgono al 968, ma il territorio era già frequentato in epoca romana grazie alla presenza di insediamenti rurali e aree agricole tra le valli del Menago e del Tartaro. Nel medioevo il paese fu al centro degli interessi dell’abbazia di Nonantola, dell’aristocrazia veronese e, più tardi, della signoria scaligera, che riconobbero nel luogo una posizione strategica e un territorio fertile. Il cuore del paese si sviluppa attorno al castello di Salizzole, una rocca rurale di cui restano tracce significative nonostante le trasformazioni avvenute dopo il saccheggio del 1441. Accanto al castello, la chiesa di San Martino, citata già nel XII secolo e custode di un fonte battesimale del 1430, testimonia la continuità religiosa e comunitaria del paese.
Nel Cinquecento, con l’espansione agricola e la realizzazione di nuove opere irrigue come la fossa Cappella, Salizzole divenne un importante centro fondiario, guidato da famiglie nobili quali i Della Cappella, i Sagramoso e gli Spolverini. Le frazioni arricchiscono il patrimonio storico del comune: Bionde di Visegna, con le sue chiese e i palazzi storici legati anche ai Serego-Alighieri, e Valmorsel, divenuta nei secoli recenti un polo rinomato per la produzione del mobile d’arte. Oggi Salizzole unisce la forza della sua storia millenaria alla vitalità delle sue attività economiche e culturali, mantenendo un forte legame con il proprio paesaggio agricolo e con le tradizioni della Pianura Veronese.