Situata sulla destra dell’Adige e attraversata dal Bussè, Roverchiara è attestata nei documenti della Diocesi di Verona già dal IX secolo. L’etimologia più accreditata del nome rimanda a Rubeclara, termine che indica una campagna ricca di rovi, segno di un ambiente naturale umido e in parte incolto.
Il territorio era infatti caratterizzato da un’ampia palude, di cui restano tracce negli acquitrini e nelle ex cave di argilla, sfruttate nel Novecento per la produzione laterizia e oggi rinaturalizzate. In età veneziana l’Adige fu una fondamentale via di comunicazione e il paese ospitò un attivo porto fluviale.
Oggi Roverchiara si presenta come una campagna fertile, scandita da numerose corti rurali, che continuano a raccontare la sua storica vocazione agricola.