Il territorio di Minerbe vanta una storia antichissima, documentata dai ritrovamenti della civiltà atestina e da un importante sepolcreto romano nel dosso della Campagnina, che testimoniano una continuità insediativa fra età protostorica e periodo romano.
In epoca imperiale qui sorgeva il vicus Minervinus, dedicato alla dea Minerva, da cui deriva il nome del paese attraverso le forme Minervae, Menervae e Menerbium. La presenza romana è ulteriormente confermata dal monumento funebre di Lucilio, appartenente alla tribù Romilia, e da numerosi reperti rinvenuti nelle località Stoppazzole e Ospedale.
L’importanza religiosa del luogo si riflette nella stratificazione di culti e architetture: sotto l’attuale chiesa di San Zenone, ricostruita nel XX secolo, sono state individuate le fondamenta di un tempio romano dedicato a Minerva e della pieve medievale del X secolo, elevata a parrocchia nel 1450. A questa fase si collega anche il fonte battesimale ottagonale del 1454, unica memoria dell’antico edificio.
Minerbe compare come Comune già nel 1199 e fu inserito come vicariato sotto la giurisdizione dei conti Bevilacqua. Pur rimanendo ai margini dei grandi eventi storici, il paese fu segnato dal passaggio di truppe in diverse epoche, da episodi di brigantaggio tra XV e XIX secolo e dalla grave alluvione del 1766. Il patrimonio artistico e architettonico comprende numerose dimore nobiliari tra XIV e XVI secolo, tra cui villa Stopazzola, villa Frattini, villa Spolverini e villa Bernini, oltre alla chiesetta di Santa Maria, che conserva un affresco del 1441. L’Ottocento vide la costruzione della monumentale chiesa neoclassica di San Lorenzo, affiancata dal campanile del 1854, alto 50 metri, ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili del paese.