Gazzo Veronese, comune della Bassa veronese, si distingue per una storia antica e stratificata, testimoniata da una continuità di insediamento che risale all’età del Bronzo, prosegue nell’età del Ferro e si consolida in epoca romana. Numerosi reperti archeologici confermano la presenza umana ininterrotta nel territorio, rendendo Gazzo uno dei centri più significativi dal punto di vista storico-archeologico della pianura veronese. Di particolare rilievo è la stazione archeologica del Dosso di Pol, dove sono state rinvenute tombe attribuibili alla civiltà atestina, accompagnate da corredi funerari di grande interesse. Questi materiali, insieme a numerosi reperti romani, sono oggi conservati nel Museo Archeologico annesso alla chiesa di Santa Maria Maggiore, che documenta efficacemente lo sviluppo dell’antico abitato.
In età romana, il territorio di Gazzo era attraversato dalla via Claudia Augusta, importante arteria di collegamento tra Verona e il porto fluviale di Ostiglia. In questo contesto Gazzo rivestì il ruolo di vicus, nodo insediativo e commerciale lungo il percorso. Numerosi frammenti lapidei e iscrizioni romane, riutilizzati nelle murature della chiesa di Santa Maria Maggiore, testimoniano questa fase di intensa frequentazione.
Nel Medioevo, Gazzo mantenne un ruolo centrale grazie alla presenza della chiesa e del monastero di Santa Maria Maggiore, di origine longobarda. Il complesso monastico ricevette importanti privilegi dai re Liutprando e Ildebrando nell’VIII secolo, successivamente confermati da imperatori e sovrani tra IX e X secolo, segno di una continuità istituzionale e religiosa di rilievo. Durante i restauri del 1939 emersero mosaici altomedievali e bassorilievi, oggi visibili all’interno e all’esterno dell’edificio; una lapide ricorda inoltre la consacrazione dell’altare di Santa Croce nell’820 da parte dell’abate Auberto.
Il toponimo stesso “Gazzo” deriva dal longobardo Gahagi, “bosco o luogo recintato”. Accanto al complesso religioso si sviluppò il castello di Gazzo, attestato dalla fine del XII secolo (1198). La sua storia fu segnata da conflitti e passaggi di potere: nel 1243 venne occupato da esponenti delle famiglie Turrisendi e Sambonifacio, provocando la reazione di Ezzelino da Romano, che lo distrusse. Ricostruito, il castello fu acquistato nel 1277 da Alberto della Scala, con investitura confermata nel 1319. Nel 1405 Gazzo passò sotto la Repubblica di Venezia e, nel 1429, l’intero territorio fu acquistato dalla famiglia Giusti, che nel 1502 ottenne il titolo di Conti di Gazzo.
Il patrimonio storico del comune si estende anche alle frazioni. Roncanova fu possedimento dell’abbazia di Santa Maria in Organo; Correzzo, un tempo comune autonomo, appartenne a Jacopo Dal Verme e successivamente ai Cappello, conservando resti romani nella sua antica parrocchiale; Pradelle fu feudo dei conti Montanari, che vi edificarono un palazzo oggi riutilizzato. Di grande valore è la Pieve di San Prosdocimo a Pradelle, tra le più antiche del territorio veronese. Fulcro religioso e artistico del capoluogo resta la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, edificata nel 1130 su strutture precedenti: un edificio romanico in cotto, con facciata tripartita, bifora centrale e interno a tre navate, che conserva affreschi dei secoli XIV e XV e mosaici probabilmente dell’VIII secolo sotto la pavimentazione. Accanto ad essa si ricordano la chiesa di San Pietro in Monastero, detta il Cesòn, con campanile romanico dell’XI secolo, e le altre parrocchiali di Maccacari, Roncanova e San Pietro in Valle, che completano il ricco quadro storico-religioso del territorio.