Vicentini Serramenti

Settore artigianale,

 Palù

Banco di lavoro con serramenti in legno grezzo

Dal sottoscala alla prima bottega

Le vicende di questa realtà artigianale cominciano nel primo dopoguerra. A seguito degli anni di formazione, Silvino Vicentini si recò giovanissimo a Bovolone presso l’importante falegnameria – poi scomparsa – di un cugino, imparando i segreti della lavorazione del legno. Acquisite le competenze del mestiere e spinto dalla volontà di avviare una propria attività, fondò la propria ditta a Palù, muovendo i primi passi nel sottoscala della casa di famiglia prima di trovare spazio nel garage. La testimonianza della sua storia si intreccia con la trasformazione dell’identità che stava avvenendo nella campagna veronese, un percorso segnato da difficoltà e perseveranza che portò, negli anni Sessanta, alla realizzazione del primo vero laboratorio. Fin dai primi tempi Silvino fu affiancato da Tullio, entrato in bottega quando era ancora un bambino e cresciuto con lui nell’attività, a cui si aggiunsero nel tempo altri collaboratori fino a raggiungere i tre e, in alcuni momenti, quattro dipendenti. Verso la fine del decennio iniziò a lavorare in maniera stabile anche la moglie Elsa Veronese nel ruolo di lustrina, ossia era la figura addetta alla finitura e alla lucidatura dei prodotti. Nata come falegnameria di paese specializzata nella produzione di mobili, fu negli anni Settanta che l’azienda affrontò un necessario cambio di rotta. Sebbene il lavoro non mancasse, il settore del mobile stava vivendo una delle sue prime crisi, che si rifletteva in particolar modo sui pagamenti, spesso dilazionati. Fu allora che Silvino intuì il bisogno di mutare la propria attività, passando dalla produzione di mobili a quella di serramenti.

L’impulso della seconda generazione e la svolta tecnologica

Nei primi anni Ottanta l’ingresso in azienda del figlio Andrea diede un forte impulso alla trasformazione tecnologica ed economica dell’attività. A fronte di un iniziale periodo di ridotta operatività, Silvino propose la realizzazione di alcuni serramenti come campionatura di prova, un’iniziativa del tutto inedita per l’epoca, per poi investire nel 1982 nell’ampliamento del laboratorio e nella costruzione dell’abitazione sovrastante. La vera svolta arrivò però nella seconda metà del decennio quando, sotto la guida di Andrea, venne acquistato un centro di lavoro automatizzato che incrementò la capacità produttiva e favorì una forte sinergia con un’impresa edile del territorio guidata da parenti, rafforzata anche dalla presenza del fratello di Andrea, geometra nella stessa impresa. La collaborazione garantì un lungo periodo di prosperità, protrattosi per tutti gli anni Novanta e i primi anni Duemila, portando alla realizzazione di serramenti per numerosi complessi residenziali e villette della zona.

Dettaglio interno del laboratorio

Resilienza e nuove strade

Banchi della chiesa di San Zenone a Palù a seguito del restauro

La crisi dell’edilizia del 2008 rappresentò un punto di svolta per l’azienda: il forte calo dell’attività portò all’inutilizzo del nuovo capannone realizzato nella zona industriale di Palù, con la conseguente scelta di mantenere il centro operativo nella sede storica. Inoltre, per salvaguardare gli operai storici, tra cui Stefano – entrato in azienda subito dopo la terza media e rimasto per oltre quarant’anni – Andrea ricorse al part-time e alla cassa integrazione; ma nonostante ciò un secondo operaio dovette intraprendere una nuova strada. In questa fase particolarmente complessa si rivelò determinante lo stretto rapporto con la comunità: il parroco, Don Dario, affidò al laboratorio la sverniciatura e il conseguente restauro dei banchi della chiesa di San Zenone risalenti agli anni Sessanta; successivamente affidò alle mani di Andrea anche la restaurazione dei banchi della vecchia chiesa, anch’essa intitolata al santo. Le difficoltà di questo periodo indirizzarono così l’azienda verso una riconversione, specializzandola anche nel restauro del mobilio e nel recupero degli scuri in legno. Nonostante la concorrenza dei prodotti industriali, il percorso della falegnameria Vicentini Serramenti testimonia come la capacità di adattarsi al cambiamento possa convivere con le proprie radici artigiane. La decisione di rimanere a Palù e di mantenere un rapporto diretto con il territorio rappresenta una precisa scelta d’identità, fondata sul valore del lavoro locale. Il presidio dell’intera filiera — dalla prima commessa fino al montaggio finale eseguito a domicilio — garantisce continuità nel rapporto con i clienti del territorio, affiancato dai servizi di riparazione, sostituzione e dall’assistenza domestica. È su questa unione tra esperienza e manualità che si fonda oggi l’attività dell’azienda: stuccatura, carteggiatura e cura del legno eseguite a mano restituiscono un prodotto di alta qualità, capace di unire la precisione tecnica alla conoscenza maturata nel tempo.

Testimonianza

di Andrea Vicentini, titolare e il figlio apprendista Leonardo Vicentini

Progetto realizzato dall’Associazione Humanitas Act e inserito nell’Ecomuseo Aquae Planae nell’ambito del progetto “Mostra sul Paesaggio Agroindustriale” realizzata con finanziamento “Iniziative di promozione e valorizzazione dell’identità veneta” DGR n. 814 del 15/07/2025