Casaleone è un comune della provincia di Verona situato nella pianura compresa tra i fiumi Adige e Tartaro, al margine settentrionale delle Grandi Valli Veronesi, poco a sud di Cerea. Il territorio comunale si estende su una superficie di 38,29 km² e presenta le caratteristiche tipiche della bassa pianura veronese, profondamente segnata nel tempo dal rapporto tra insediamento umano e gestione delle acque.
Dal punto di vista urbanistico, Casaleone si configura come un centro agricolo tradizionale. Le abitazioni storiche presentano un orientamento peculiare: le facciate sono rivolte a mezzogiorno, in funzione delle esigenze produttive del mondo rurale, per sfruttare al meglio l’irraggiamento solare nell’essiccazione dei prodotti e beneficiare di una favorevole ventilazione. Tali edifici non seguono l’asse nord-sud della strada principale, diversamente dalle costruzioni più recenti, concentrate soprattutto nella parte settentrionale del paese.
Storicamente, l’area fu a lungo soggetta a frequenti allagamenti, che rendevano complessa la pratica agricola. Una svolta significativa avvenne a partire dal XV secolo, sotto il dominio della Repubblica di Venezia, quando furono avviati importanti interventi di sistemazione idraulica che consentirono una progressiva bonifica del territorio e un più stabile sviluppo agricolo.
Le origini dell’abitato sono molto antiche, probabilmente di epoca romana, come attestano numerosi ritrovamenti archeologici e monetali. I primi documenti scritti che attestano l’esistenza di Casaleone risalgono al XII secolo, tra cui una bolla papale del 1145. In questi secoli il toponimo compare con diverse grafie – Casalavuni, Casalavurnus, Casaluponis, Casalavoni, Casalvonus – riflesso di una tradizione documentaria ancora non stabilizzata. Nel XII secolo Casaleone fu feudo della famiglia Sambonifacio; successivamente passò ai Ragnoli, che nel 1400 cedettero i loro beni ai Dal Verme.
Nel corso dei secoli il territorio fu interessato dalla presenza di numerose famiglie nobili, proprietarie di fondi agricoli e residenze padronali, sia nel capoluogo sia nella località di Sustinenza. Tra queste si ricordano i Serego-Alighieri, che possedevano una villa a Sustinenza con annessa cappella gentilizia dedicata a Maria Immacolata, e i Canossa. Di particolare rilievo è la tenuta della Borghesana, costituita nel XV secolo e passata nel tempo attraverso diverse famiglie fino alla cessione, nel 1762, ai veneziani Michieli. La cappella della corte Borghesana conserva una tela attribuita al Liberale, raffigurante una Madonna delle Grazie. Poco distante sorge la corte detta “le Boldiere”, successivamente ceduta dai Boldieri ai Canossa.
Nel centro abitato si trovano il Palazzo dei conti de Sangueneda (o di Sanguinetto), edificio a tre piani con apparati decorativi, soffitti dipinti e affreschi di gusto rinascimentale, e la chiesetta di Sant’Antonio da Padova, voluta dagli stessi proprietari nel 1663. La chiesa parrocchiale di San Biagio, situata nel cuore di Casaleone, è parrocchia dal 1480 ed è anch’essa menzionata nella bolla papale del 1145. Ricostruita nel secolo scorso in stile gotico-lombardo, ingloba l’abside della precedente chiesa parrocchiale; la facciata sporge lateralmente, assumendo la funzione di oratorio. Il campanile romanico fu innalzato nel XVIII secolo, mentre l’altare maggiore barocco, datato 1693, proviene dall’edificio precedente.
Nella frazione di Sustinenza, la chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo Maggiore fu ricostruita nel 1947 sui resti dell’edificio distrutto durante la Seconda guerra mondiale. All’interno conserva una significativa raffigurazione della Madonna con il Bambino in gloria contemplata da San Giacomo, testimonianza della continuità del culto e della vita religiosa locale.