Paesaggio di valle e delle bonifiche

Si caratterizza per l’abbondanza d’acqua di risorgiva la quale dopo un’importante opera di bonifica ha reso possibile lo sviluppo dei centri abitati e dell’attività agricola.

Sede operativa:
Nel dettaglio...

Il paesaggio di valle e della bonifica

Il paesaggio di valle e delle bonifiche è caratterizzato da un rapporto profondo e continuo con l’acqua, elemento che ha modellato nei secoli l’ambiente naturale e la presenza umana. Il territorio di Ronco all’Adige si colloca nella bassa pianura antica del fiume Adige, a sud della linea delle risorgive, in un’area dove l’abbondanza di acque sotterranee ha da sempre rappresentato una risorsa fondamentale. I tracciati dei paleoalvei dell’Adige, che attraversano queste zone, costituiscono ancora oggi vie preferenziali per il deflusso delle acque nel sottosuolo, alimentando una falda superficiale in pressione che si incontra a modesta profondità e che ha reso possibile la presenza diffusa di ambienti umidi e terreni naturalmente fertili. Nel corso del tempo, tuttavia, questo paesaggio è stato profondamente trasformato dall’intervento umano: le attività estrattive di argilla, le opere di livellamento dei campi e le bonifiche hanno progressivamente modificato l’assetto geologico e idraulico originario, permettendo lo sviluppo dei centri abitati e dell’agricoltura.
In questo contesto si sono affermate pratiche agricole strettamente legate alla gestione dell’acqua, come i prati marcitori, campi arginati e periodicamente allagati dalle acque di risorgiva a temperatura costante, che consentivano più sfalci annuali e un’elevata produzione di foraggio. Le aree allagate hanno favorito anche la diffusione della coltivazione del riso, spesso associata alla piscicoltura come forma di integrazione produttiva. L’evoluzione delle tecniche agricole e risicole, basate su una gestione più controllata dell’acqua e sulla rotazione delle colture, ha portato nel tempo a interventi di bonifica sempre più estesi, trasformando il paesaggio di valle in una campagna ordinata e produttiva. Questo territorio conserva ancora oggi le tracce di tale storia, raccontando l’equilibrio dinamico tra acqua, lavoro umano e trasformazione del paesaggio.

La differenziazione fra le unità geologiche è generalmente ridotta e nella maggior parte del territorio comunale è stato asportato o sostituito nel complesso di operazioni di attività estrattive di argilla e operazioni di livellamento dei fondi agricoli o di bonifica. 

Una falda acquifera superficiale si trova in pressione a 12-15 m di profondità in un substrato ghiaioso sabbioso di spessore variabile 

(Reg. Veneto, VAS Ronco all’Adige).

I prati marcitori, campi arginati a seminativo, allagati dall’acqua a temperatura costante delle risorgive permettevano più sfalci all’anno e un’alta produzione di foraggio. In tali aree allagate si è gradualmente diffusa una coltivazione stabile di riso in cui compariva anche la pratica di piscicoltura quale fonte di integrazione produttiva. L’evoluzione delle tecniche di coltivazione del riso non prevedevano la sommersione permanente e la rotazione stagionale delle colture e hanno portato alla bonifica dei terreni (Mastini, 2013).