LA STORIA
Nascita di un colosso
Steinhauser Group è stata tra i leader mondiali nel mercato dei succhi e concentrati di frutta e verdura grazie a una rete di stabilimenti, uffici commerciali e partnership consolidate in tutto il mondo. Alla base di questa realtà sussisteva un legame profondo con la natura e l’impegno a tutelare le risorse ambientali, promuovendo coltivazioni sostenibili e offrendo prodotti sicuri e di qualità, pensati anche per le esigenze più delicate come quelle dell’infanzia. Sempre adiacente al logo spicca la dicitura: nature at YOUR needs (la natura al VOSTRO servizio). Le sue radici si collocano in Germania a partire dal 1909. La sua lunga storia può essere suddivisa in tre fasi principali, che ne testimoniano l’evoluzione nel tempo. Nel 1909 August Steinhauser fondò a Ravensburg un’azienda specializzata nel commercio di frutta proveniente dalla zona del Lago di Costanza e destinata alla lavorazione industriale. La fase successiva iniziò nel 1955 con l’acquisto dello stabilimento di Vitalla Gmbh a Mindelheim, segnando l’avvio della produzione di succhi di frutta.
Castagnaro e la «terza fase»
La terza fase fu inaugurata con l’apertura dello stabilimento italiano. A seguito delle trattative effettuate con l’A.P.O. locale (Associazione Produttori Ortofrutticoli), e con realtà che fornivano da tutta italia la frutta necessaria per la produzione, nel 1963 Steinhauser avviò a Castagnaro (VR) lo stabilimento C.A.S. S.p.A., nel cuore di una regione al tempo fertile e soleggiata, ricca di frutta di alta qualità.Un sito, quello di Castagnaro, che oltretutto vantava un’abbondante presenza di acqua e la possibilità di sfruttare la rete ferrovia Verona-Rovigo. Durante gli anni Cinquanta e Sessanta, l’arrivo delle multinazionali contribuì a determinare l’evoluzione degli assetti economici e sociali, contribuendo all’industrializzazione del paese. Sotto il profilo economico – come ben descritto in una presentazione che veniva divulgata negli anni ‘90 dalla stessa azienda – viene definito come la C.A.S. avesse funto «da anello di congiunzione tra agricoltura e industria alimentare di trasformazione», dimostrando l’impatto innovativo che ebbe nella filiera produttiva locale, ossia palesando l’effetto positivo in termini di industrializzazione. Steinhauser ebbe dunque un impatto innovativo nella filiera produttiva locale. Con riferimento alla dimensione sociale, lo stabilimento forniva dunque nuovi posti di lavoro, che al tempo era per la maggior parte svolto nelle campagne; inoltre, una buona parte dei lavoratori erano stagionali, con diritto di prelazione al lavoro per l’anno successivo garantito dalla normativa dedicata. Tra questi ultimi rientrano una quota rilevante di lavoratrici, il che segna un punto a favore dell’emancipazione femminile. A queste fasi si aggiunsero ulteriori passaggi. Nel 1970 l’azienda scelse infatti di focalizzarsi sul settore dei concentrati, abbandonando gradualmente l’imbottigliamento, cui seguì l’espansione internazionale durante gli anni Novanta, con cooperazioni e collaborazioni in Ungheria, Lituania e Turchia e attraverso l’acquisizione di una sede commerciale negli Stati Uniti e di sedi produttive in Argentina e Polonia (a Warka, verso est). In America Latina acquisì uno stabilimento nella città di Cinco Saltos, situata nella provincia di Rio Negro e una seconda fabbrica a Tunuyan, nella provincia di Mendoza.


Archivio Giorgio Sandrini
Alcune particolarità produttive
A Castagnaro venivano trasformati frutta e verdura provenienti da tutta Italia, garantendo un approvvigionamento costante di varietà pregiate. La produzione includeva succhi, succhi concentrati, puree, puree concentrate, polveri, fiocchi e aromi derivati da frutta e verdura, sia da coltivazioni biologiche sia da coltivazioni controllate e convenzionali. Tra le principali materie prime lavorate figuravano albicocche, mele, pere, pesche, fragole, lamponi, kiwi, meloni, prugne, susine, carote, pomodori, broccoli e cipolle. Ad esempio, negli anni Novanta si produceva il succo d’uva concentrato da mosto, prodotto venduto soprattutto nel mercato tedesco. Nel tempo l’azienda intesse rapporti con importanti clienti, come il gruppo Hipp, colosso mondiale tedesco del settore agroalimentare, ma anche Plasmon, Zuegg, Coca-Cola, Sterilgarda e i gruppi Del Monte ed Eckes-Granini, garantendo la certificazione di prodotti biologici, essendo prodotti di punta dell’azienda. Questi erano rivolti principalmente ai più piccoli, specificamente ai neonati. Il primo capannone venne costruito entro i confini del territorio di Castagnaro e, con il tempo, l’area si ampliò: entro il 1969 furono realizzati i primi quattro edifici. A partire dal 1989 l’espansione raggiunse anche il territorio di Villa Bartolomea, giungendo ad estendersi su una superficie totale di 90.524 mq. Sul fronte ambientale lo stabilimento era dotato di un impianto di depurazione delle acque di scarico (dal 1975) sufficiente per una città di 250.000 abitanti, oltre ad una centrale termoelettrica alimentata da biogas ricavato dai residui della trasformazione della frutta, e il laboratorio di analisi, fiore all’occhiello dell’intero gruppo Steinhauser dal 1979.
