Il toponimo deriva dal latino “vicus” che indica un piccolo borgo dedicato a San Bartolomeo. Questo comune è situato nel cuore delle valli grandi veronesi ed è stato abitato sin dall’età del bronzo. Penultimo comune lungo il corso dell’Adige prima della provincia di Rovigo, fu per più di un secolo sotto il dominio della famiglia Della Scala (1262-1387) e in seguito sotto la Repubblica di Venezia, fino al 1797.
Il territorio è delimitato a sud dal Tartaro-Canal Bianco e a nord dal fiume Adige, risorsa preziosa ma anche fonte di pericolo, a causa di tante rotte, le più rovinose quelle del 589 e del 1434. Dopo quella del 589, il territorio circostante il comune è diventato una palude.
Solo in seguito alla costruzione di argini, il paese è stato bonificato, rendendolo abitabile e il terreno fertile per le coltivazioni. Attualmente è un luogo di interesse agricolo e si può definire un posto tranquillo dove respirare aria di campagna.